lunedì 10 luglio 2017

Recensione: "Il Giardiniere" di Natasha Preston


"Il Giardiniere" 
di Natasha Preston


Piemme - Pg. 324
Prezzo: 16 euro

TRAMA

A Long Thorpe non succede mai niente, finché la sedicenne Summer Robinson non scompare nel nulla e nonostante le ricerche risulta introvabile. Summer è imprigionata in una cantina allestita come una vera casa, con altre tre ragazze. Sono state tutte rapite da un uomo che si fa chiamare Clover. Lily, Rose, Violet e Poppy sono i suoi fiori delicati e perfetti, la sua famiglia, e lui si prende completamente cura di loro: cena con loro, compra loro vestiti, libri, dvd. Ma per le ragazze quello è soltanto un orrore senza fine, a cui hanno iniziato a rassegnarsi. Tutti tranne Summer, perché lei sa che i fiori non possono sopravvivere a lungo lontano dal sole...


Summer è una giovane ragazza, indipendente, innamoratissima di Lewis. Una sera esce per ritrovarsi con i suoi amici e purtroppo questo segnerà l'inizio di un incubo.
Clover, il rapitore, è un uomo ossessionato dalla perfezione e dai fiori. Infatti Summer rappresenta l'ultimo fiore che mancava, Lily. La ragazza viene rinchiusa in una cantina rimodernata e usata come appartamento. Qui si ritroverà davanti agli occhi altre tre ragazze più grandi di lei: Rose, Violet e Poppy.
Summer si renderà conto che anche tra le ragazze qualcosa non va.
Che cosa vuole Clover da loro? Che cosa lega la loro nuova identità ai fiori?
"Il Giardiniere" è un thriller che si fa leggere molto molto velocemente. I capitoli sono alternati da vari punti di vista e a volte saltando in episodi del passato e questo rende la storia con una visione a 360 gradi. 
Quello che lascia un po' interdetti durante la lettura è la rassegnazione delle ragazze imprigionate prima di Summer e la loro facilità nel cedere a ogni richiesta di Clover. 
La stessa Summer nonostante continui a pensare alla sua vera vita viene come inghiottita da questa situazione, adattandosi a ciò che le altre le dicono di fare.
Al di fuori di questo mondo malato, Clover continua la sua vita, rendendoci partecipi, anche se in forma molto superficiale, dei motivi che lo portano a comportarsi in questo modo. 
Oltre alla sua ossessione per le quattro ragazze, Clover odia profondamente le prostitute e le ragazze che "rovinano" le famiglie. Questo sembra un disagio che l'uomo si porta dietro dall'infanzia ma che l'autrice non spiega molto. Mi dispiace molto non aver avuto quella parte di passato che ha reso Clover così. 
Le figure femminili in questo libro, purtroppo, sono molto deboli e irreali. Oltre al senso di rassegnazione sembra quasi che non si rendono conto che certi eventi possono essere pericolosi, non voglio dire che sono stupide ma certi loro comportamenti mi sono sembrati veramente al limite dell'assurdità.
Dall'altra parte abbiamo anche il racconto degli eventi legati alla famiglia di Summer e alle sue ricerche. Tutto questo verrà raccontato dal punto di vista di Lewis.
Purtroppo anche qui le azioni del ragazzo faranno molto dubitare e in certi casi non credo possibile che nella realtà tutto filerebbe così liscio.
La parte finale della storia è velocizzata portando ad una soluzione creata quasi di fretta come se l'autrice non sapesse come "risolvere" il tutto.
Personalmente sul finale ci sono molti punti di domanda che mi portano a chiedermi se mentre scriveva pensava seriamente a quello che stava scrivendo. Effettivamente se guardassi la storia nella sua interezza ed è l'unico aspetto che mi ha portato a terminare il libro, queste ragazze non avevano nessuna speranza di uscire. 
Se amate i veri thriller, nonostante la trama sia interessante, vi sconsiglio la lettura. Rende particolarmente nervosi.

PUNTEGGIO


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