martedì 23 giugno 2015

Recensione: "I due volti di Nuova Delhi" di Annarita Tranfici

Eccoci qui con una nuova recensione dedicata ad un'autrice che gentilmente mi ha contattato per leggere il suo racconto.

SCHEDA DEL LIBRO

TITOLO: I due volti di Nuova Delhi
AUTORE: Annarita Tranfici
EDITORE: Lettere Animate
PAGINE: 12 pg
PREZZO Ebook: 0,80 euro

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TRAMA

Mani che si sfiorano e baci casti incapaci di nascondersi da sguardi perfidi e pericolosi. Desideri pressanti nel petto, spie di sentimenti a cui non è concesso veder brillare la luce del sole. Un fiore puro esposto alle intemperie, facile preda della gelosia e dell'invidia di cuori malati.
Una storia la cui dolcezza si perde in un pomeriggio come tanti che svela i volti di una Nuova Delhi con due anime; un lembo di terra in cui la sacralità confina con la perversione, in cui moralità e amoralità si intrecciano lasciando all'anima che si muove in questo teatro, tanta amarezza e rassegnazione.

AUTORE:

Annarita Tranfici, nata a Napoli nel 1987, vive e lavora a Londra. Laureata in lingue, culture e letterature moderne europee, ambisce a diventare una scrittrice di professione. Sogna una vita immersa nel profumo della carta stampata, una realtà che esali cultura da tutti i pori e attualmente lavora come articolista per blog e testate nazionali ed internazionali, nonché come redattrice e traduttrice freelance di cataloghi commerciali, brochures, racconti e brevi romanzi da e verso l’inglese, il francese e lo spagnolo per diverse case editrici. 
Nel 2012 ha cominciato a scrivere articoli tecnici e tutorial (in inglese) per il network australiano SitePoint, attività che porta avanti tutt'ora.
Parallelamente, collabora con altri network proponendo un'ampia serie di contributi (in italiano e in inglese) focalizzati, in particolar modo, sul campo dell'arte: da agosto 2014 collabora con il magazine online SociArt Network (gestendo la rubrica "Mind the Gap" e la sezione "Londra"); è l'ideatrice e la principale curatrice del Blog-magazine "In Nomine Artis - Il Ritrovo degli artisti", a cui ha dato vita nel luglio 2014 fa con alcune colleghe appassionate di arte e letteratura e collabora saltuariamente con il Corriere della Campania, per la rubrica "L'appendice: sezione Libri e cultura" e altri network.

Infine, coltivando una forte passione per la scrittura creativa, nel tempo libero ama redigere racconti e storie brevi con cui, con una certa frequenza, partecipa a contest e concorsi letterari ed ha all'attivo diverse pubblicazioni in antologie e riviste.

RECENSIONE

Kajal e Kiran si conoscono una mattina al mercato. Lui vende tessuti mentre lei è uscita per delle commissioni. Gli occhi di Kajal si illuminano alla vista dei colori delle stoffe ma sa che non può permettersi quei piccoli tesori e si allontana. 
Kiran ha osservato quella splendida fanciulla e veloce si incammina verso di lei con un pacchettino. 
Curiosa e impaziente la ragazza si nasconde poco più avanti per scartare quel dono trovando una stoffa rossa e un bigliettino.
Da quel momento in poi ha inizio il loro amore, fragile e delicato. Si innamorano attraverso gli sguardi, i profumi e nella semplicità dei loro gesti. Nascondono il loro amore, lo vivono escludendo tutto il resto perché ciò che provano è più delicato dei petali dei fiori.
Questo è il potere di quando il cuore batte per la prima volta alla vista di qualcuno. Una persona che diventa il tuo mondo, i tuoi sorrisi e la tua felicità.
Un giorno i due ragazzi vogliono distanziarsi da Nuova Delhi, prendono il bus per passare una giornata lontani dal caos e da occhi indiscreti. Purtroppo, per loro, quel viaggio diventerà un incubo e il loro amore verrà annientato dalla cattiveria di chi ha smarrito l'anima e il cuore.
Questo racconto parla dell'amore e dell'odio, della gentilezza e della cattiveria, del cuore e della mente. Ci ritroviamo a rimanere incantati dalla parte iniziale in cui sboccia un'amore giovane terminando con l'atrocità di come qualcuno lo strappa via senza rendersi conto del danno che ha causato. 
Sono rimasta rapita dalla prima pagina fino all'ultima trattenendo il respiro perché il modo in cui l'autrice ha scritto questa piccola storia ti lascia senza fiato.
Il suo modo di raccontare ti porta ad immaginare l'incontro tra i due ragazzi, a percepire i colori e quel primo imbarazzo in cui le parole vengono sostituite dai timidi sorrisi e dagli occhi lucidi.
Quella prima immagine viene poi sostituita da un colpo forte, lo sentirete fino all'ultima riga e farà male e vi lascerà storditi come se quel dolore avesse tolto quel loro amore anche a voi.
Annarita Tranfici ha un talento incredibile e questo racconto è qualcosa che io voglio definire con la parola "meraviglioso", nonostante una conclusione davvero disarmante.
Spero davvero che quest'autrice ci regali altre storie perché questo è il modo in cui mi piace leggerle, scritte con l'anima da una persona che vede oltre e tocca quella profondità delle emozioni.

PUNTEGGIO


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